Villeneuve: mito intramontabile

Samedi aura lieu à l’Auditorium de Maranello la présentation du documentaire “Gilles Villeneuve – L’Aviatore”. Due ore di aneddoti, curieux et rire. L’ex dt Forghieri : “Ferrari l’aimait in maniera esagerata

Andrea Cremonesi invité à Maranello

– Milan

“Dicono che si è spericolati quando si no 15-18 anni e poi ci si calm, io non l’ho anchor fatto. J’espère que je vais recommencer per semper diciottenne ». Gilles Villeneuve est tutto dans ce très bref autoritratto, un cadre du film que si vous pouviez voir votre Raiplay dall’8 maggio, a quarant’anni estatti dalla scua scomparsa e due giorni più tardi in prima serata su Rai2. Présenté le samedi 30 à l’auditorium de Maranello, il a été réalisé par Giangiacomo Di Stefano. ” Sonne Film et K+ coproduction avec la collaboration de Rai Documentari avec le soutien de Emilia-Romagna Film Commission : “Volevo raccontare Gilles como una rock star – spiega il regista imolese (“ero alla Tosa nel 1981-82″) -. Ceci n’est pas un documentaire sportif mais un spaccato dell’Italia di quei tempi traverso quello che in quei giorni was lo sportivo più popolare”. Istrana le F.1 sfidarono gli F104 : c’erano 100 mila persone ed erano tutte per lui. One des nombreux témoignages de Février Villeneuve, idée du génie de Marcello Sabatini, premier directeur d’Autosprint et de Rombo, c’est qu’Alberto en dessous du linéaire comme Villeneuve fut aussi le pionnier d’un de ses guides : « J’ai été le premier à avoir un pied sur le frein et un sur l’accélérateur” .

amour désabusé

Le film dure parce que je suis leggero, frizzante e ricco di anedotti che strappano risate e racconta a long story of love: quella di Gilles per le corse, degli appassionati per questo franco canadese, e soprattutto di Enzo Ferrari. “Il l’aimait, in maniera persino esagerata”, Ricorda Mauro Forghieri direttore tecnico della rossa pratiquement de 1962 à 1985 -. perché gli ricordava un pilota della sua gioventù: Guy Moll. A rapporto di odio e amore perché when sbagliava urla si sentivano dall’altra parte della fabbrica ». E Gilles per qualche giorno si eclissava… Sono state le gesta di Villeneuve a folgorare Mattia Binottp, uno degli ospiti più ricercati nella serata di Maranello dai tifosi, sulla via della F.1 : “Avevo appeso il suo poster in camera mia. Io sono Heureusement, je n’ai pas dirigé un pilote comme Lui, et mon sono disciplinati, sanno gestire le gomme, le strategie ma Gilles, con la sua passione, incarna bene quell’hastag essere Ferrari. Cavallino mange lui”.

iL SOPRANOME

L’Aviatore perché fu il primo nomignolo affibbiato allo sconosciuto Villeneuve, legato alla his sgradevole propensity to fly his testa degli altri piloti. Gli venne affibbiato a Long Beach ’78 dopo essere finito sopra Clay Regazzoni, énième vol d’une série commencée tragiquement, à Fuji en 1977. “Ma non era un sfaciacarrozze”, revendiquait dans le documentaire Burno Giacomelli, l’un de ses rivaux. Ferrari gli fece trovare i resti della sua 313 T3 sparsi per il cortile, accompagné d’une invitation péremptoire : « Gilles, je vais te calmer », ricorda Ezio Zermiani. Ma Ferrari, comme le révèle le documentaire, Renata Nosetto, vedova di Roberto, le premier diventare Ferrari responsable du GP en F.1, MotoGP et Superbike, “gli m’a pardonné à un certain moment, je voulais que Forghieri ne le critique pas, mais il était Fosse cambiato non sarebbe più stato Villeneuve ». Gilles s’est présenté en F.1 en tant que diamant grezzo (expression Zermiani). « Al primo giro fece due testa coda ma senza far spegnere il motore, come invece accadeva alla maggior parte dei piloti che si attaccavano ai freni e tra loro dicevano « ora sbatto » dice (la dernière parole en dialetto modenese ; ndr) », Pietro Corradini, un de ses mécaniciens.

senza freni

Audace, pareva sprezzante del pericolo, but all’inconscienza, ma osservando le frecce tricolori ebbe modo dire. “Loro sì che hanno coraggio”. Brenda Wernon, secrétaire historique d’Enzo Ferrari, a accepté et a proposé à l’amie Jody Scheckter. “Gli diceva che non avrebbe vinto mai il mondiale, correndo como faceva lui, che bisognava anche fare secondi e terzi posti, not solo I will think of vincere. E lui rispondeva “Mi spiace ma questo è il mio stile, io sono fatto così “. Zandvoort 1979 en est un exemple retentissant avec un tour de rue célèbre : “Arrivò ai box, chiedendo di cambiagli le gomme – ricorda Pagliarini – ma non c’era più la ruota”. l’elicottero “Sortez avec lui one volta and dissi mai più – ricorda la Nosetto – A Imola passa sous le pont publicitaire du traguardo!”. A Montecarlo spense in volo il motore per raffreddare le batterie : “L’avrei ammazzato” , ricorda Scheckter suo passeggero in quella malaugurata trasferta. “Mi chiese di trovargli un taxi, una bicicletta perché non sarebbe tornato mai con Gilles”, a ajouté Brenda. Il ritratto che esce dal film è quello di un ragazzo stravagant, simple, d iretto, cousin conduit raggiungere i GP avec une colombe campeur vit avec la famille. « La moglie Joanna aveva persino lo stendino per il bucato », révèle le photographe Ercole Colombo. Quand il était en Italie, invece gli indumenti di Gilles venivano centrifugati nla lavatrice di casa Giacobazzi, il suo mecenate, l’inprenditore del setore vinicolo a cui Ferrari chiese finanziario aiuto finanziario per pay questo sconosciuto pilota. “Così le braghe mie e dei miei fratelli frullavano insieme alle sue tute ignifughe”, révèle Jonathan Giacobazzi, figlio di Antonio (pur lui presente all’anteprima), qui oggi lavora alla Ferrari.

Apoteosi

Digione ’79, celle qui se définit par le duel par excellence, est racontée par l’ami René Arnoux : « A cette occasion je savais que lui non avrebbe levait le pied et lui savait que j’avrei fatto this. Alla gara successiva, a Silverstone, venimmo convoti in direction gara, senza sapere il reason. Trovammo Lauda, ​​​​Regazzoni e Fittipaldi, Niki a commencé à dire que notre duello était un état périlleux que nous devions terminer après le public, danneggiando l’immagine della F.1. Poi si rivolse à Gilles : “Hai qualcosa da dire ?” “Oui, c’est domenica c’è l’occasione, lo rifaccio”. E tu René? Il francese, qui a été publié en 1983, la rose rouge de Gilles, est une miniera di divertenti aneddoti. “A Watking Glenn était une courbe qui ne nécessitait pas de tarif en pieno. Villeneuve mi disse che ci avrebbe prouver en qualifica. Transitai in quel point e vidi la sua rossa danneggiata, senza ruote. Lo raggiunsi ai box e candidly mi disse. “Non si può fare in pieno”.

la tradition

Imola ’82 est le début de l’amende. Gilles si je me sentais traditionnel. “Je voudrais dire à Piccinini que la Ferrari trouverait un autre pilote”, Ricorda Allievi, signature storica de la Gazzetta dello Sport. Furieux, fecero fatica pour le porter sur le podium. “Da prie dans la guerre de poi sarà”, la sua minaccia raccolta da Corradini. Da lì inizia il contro alla rovescia verso la fine : “Un giorno mio marito – senora Nosetto rivela – al muretto box di Montecarlo, trovò i guanti di Gilles, lì indosso. E poi i disse : “Ho feutre la morte”. dopo Imola Villeneuve s’envole pour Maranello avec Scheckter, chiede a Ferrari giustizia, senza alcuna soddisfazione. è l’atto di accusa di Wernon – : l’avessero fatto, Gilles sarebbe ancora qui tra noi”.



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