Ucraina, fuggono in Italia grazie al maestro di judo: la storia di Mariia e Snizhana

Le due giovani ucraine hanno lasciato Ivano Frankvisk peu dopo l’inizio del conflitto. Accolte a Latina da Galya Tomyak, gloire du judo ukrainien année ’90 et 2000, sono già tornate a gareggiare: “Salire sul tatami è il nostro piccolo mode per dare force chi è rimasto a casa”

Mariia Kunevych et Snizhana Plysh non ancora compiuto vent’anni, amano la vita e lo sport, le judo en particulier. Hanno a commencé à le pratiquer dans la conférence, il est rentré chez Ivano Frankvisk, en Ukraine, et une leçon dopo l’altra sono cresciute e diventate abbastanza brave da coltivare qualche sogno. Ivano Frankvisk est mais que cette ville de l’aéroport est située depuis une décennie du jour, insiste celui de Loutsk, qui a donné des précisions sur le long raggio dans le conflit entre la Russie et l’Ukraine. Così per Mariia e Snizhana, le judo si è trasformato in a salvagente a cui aggrapparsi per vincere la paura e per se continua a vivere lontano dalla war e dal own Paese.

L’ÉVASION

Allo scoppio del conflicto, il maestro di judo di Maria e Snizhana si è adoperato per farle uscire dalla città e dal Paese, prenant contact avec l’Italie, colombe ormai da anni vive Galya Tomyak, gloire du judo ukrainien anni ’90 e 2000. Disponible, Galya s’il est soudainement attrezzata par accoglierle. “Mariia et Snizhana naissent et grandissent dans la palestre colombe ho praticato io fin da giovanissima -ha raccontato Tomyak-. Je rime au contact de mon professeur, qui est aussi le perroquet. Lorsque le 24 février l’invasion russe fut confirmée, je senti immédiatement par capire que cette chose se produisait : nous n’étions pas stati bombardati, comme toute la zone militairement stratégique du pays, surtout celle où l’ex-Union soviétique a les armées nucléaires souterraines, et les aéroports n’étaient pas stati distrutti. fare per poter je donnerai un coup de main, et nous sommes mossi perché alcuni dei suoi atleti potessero raggiungermi. Il l’a mandaté en Pologne, s’il trouve un autre inséparable grandissant dans son club qui travaille dans une école de sport spécialisée, alors que non, en L’Italie, il a raison d’envoyer ça ue ragazze che sono a po’ più grandi ed autonome”. Initialement, Mariia et Snizhana n’étaient pas opposées à lasciare i propri cari : “Non ne volevano sapere di partere – continue Tomyak-, mal le famiglie e il maestro si sono imposti. , stanno distruggendo tutte le città che, pratiquement, non esistono più. Je suis arruolati come volontari. Ci sono voluti un paio di giorni per le convaincre de partir, poi hanno caricate his bus, behavior to the border with Poland, dove sono stati smistati in gruppi diversioni con l’aiuto della Croce Rossa. Ospitate por una notte, sono ripartite il giorno dopo per andare prima da amici e parenti residenti in Italia, che hanno ospitate per i primi giorni, e poi con l’aiuto della Croce Rossa di Viterbo sono state portate a Latina”.

Je me battrai

Le cas vuole qui apporte le premier tappe du voyage en Italie ainsi qu’une compétition de judo, le Trophée Alpe Adria à Lignano : “Metter dans les conditions pour continuer le voyage avec le judo, aussi avec le jeu, vous aide à sentir que le “L’Ukraine existe – conclut Tomyak-. Ecco a donc contacté Milena Lovato et le Dlf Yama Arashi Udine pour écrire le ragazze au tournoi, par loin loro una gara e distractel. La risposta è stata immediata e spontanée, il club organisateur ha ensuite, j’ai décidé de réserver la piccola delegazione ukraina la borsa di intestat study al suo storico president ‘Luciano Lovato Schorlaship’. Insomma un piccolo aiuto per ripartire”. E la prima gara in Italia tutto sommato è andata ache bien con Snizhana vittoriosa negli juniores 57 kg e Mariia que invece si è fermata al tenno posto nei 63 kg, ma quello che contava era esserci : “Il pensiero è semper rivolto a casa – sottolinea Snizhana traitant le commozione-, ma abbiamo puntato se concentrer per la gara, au moment où nous sortirons sur le tatami. fratelli, perché per loro oggi le verbe ‘combattere’ a un sens terriblement divers”. “Siamo venute qui come se stessimo walking a fare un stage, un allenamento -aggiunge Mariia– une façon comme une autre d’imaginer une normalité qui en ce moment n’existe pas. i nostri genitori ci hanno spinto farlo e now il compito è dare il massimo in tutto quello che facciamo”.

Le Maître Bruno Pecoraro, qui avec Galya Tomyak guide le Judo Shihan Sermoneta di Latina, rime toujours avec tout le ragazze dû, avec la garde et avec le cœur, et quand Galya n’est pas présent par traduction s’il commence par et gestes et avec mimique. Di questa giornata di gara restano istantanee di felicità, di abbracci e di momenti di condivisione, como lo smontare il tatami e il palazzetto a fine gara tutti insieme, a simboleggiare la ritrovata normalità, even if only for a giorno.

.

Leave a Comment