Trieste ricorda Parlotti, morto 50 anni fa al TT. Agostini fu duro: “Mai più quella gara”

Le 9 août 1972 perse la vita nella temibile corsa inglese, allora inséré dans le motomondiale, le pilote Triestino qui sera ricordato in città. Il grande Ago ricorda : “Gilberto était un ami, dopo la sua morte comunicammo alla Federazione che non avremmo più corso all’Isola di Man”

Massimo Falcioni

– Milan

Cinquant’anni fa, le 9 juin 1972, a fait un drame tardif dans son 125e Tourist Trophy dell’Isola di Man, a perdu la vie le 32e Gilberto Parlotti, pilote officiel du regret de Morbidelli. Que le cinquième tour de la Motomondiale 1972 était un état de tension préalable et de la polémique perché molti piloti contestavano il tracciato del TT bollato comme “serpente d’asfalto” avec sa courbe sue 256 et suoi 364 chilometri à la rotation fra salti, muri , marciapiedi, pali, swish, passepoil C’était à l’intérieur du “circuit assassin” également perché dans une torsion s’il passaitava dal sole, alla pioggia, alla nebbia, avec improviser sberle di vento. Fra questi piloti contestatori del TT also alcuni italiani che alla fin decisero di disertare la trasferta all’Isola di Man, cinquième test de la motomondiale, 54esima edizione della corsa iridata più spettacolare e partecipata (oltre un milone di spettatori a gara) e più pericolosa e mortale (plus de 150 vitalité). Alla fine, nelle quattro classi (125, 250, 350, 500 più côté), gli italiani alla partenza furono tre ma solo due tagliarono il traguardo: Giacomo Agostini (doppietta avec le Mv Agusta nella 500 e 350) et Alberto Pagani (secondo nella 500 avec le Mv Agusta).

dalla gavetta

Ne mancava one, Gilberto Parlotti, deceduto venerdì 9 giugno dopo una caduta nella gara delle 125. Il portacolori della Morbidelli aveva deciso only at the last moment di mbarcarsi per Douglas, per chiudere all’Isola di Man la partita mondiale, che vedeva nettamente in testa davanti au Français Charles Mortimer (Yamaha), en raison de la victoire au Nurburgring (Allemagne) et à Clermont Ferrand (France) et en raison du Salzburgring (deuxième) et d’Imola (troisième). Gilberto Parlotti, Triestino d’adozione, a grandi au bureau avec le père Angelo provento meccanico, sin da ragazzo aveva il chiodo fisso della moto, della velocità, della competizione: veniva dalla gavetta, tutta la setimana a sgobbare in office diventando tecnico sopraffino e nei week end, barando sull’età per essere accettato nelle iscrizioni di gare locali, a farsi le ossa (ea rupsele) nelle gimcane, nelle motoscalate, negli improvvisati e pericolosi circuiti stradali dei dintorni, specie in quelli d’oltre confine. Così, fra corse vinte di manico e corse perse per rotture meccaniche e per le tante cadute dovute ai suoi mezzi malandati, non fu difficile per il giovane Parlotti farsi long come corridore. Gilberto imitera le grand compatriote trévigien Omobono Tenni (cousin italien vainqueur du TT en 1937 avec sa Guzzi 250) et soprattutto couronnera du titre irisé son fils de sa vie, ainsi qu’une carrière de ces 15 dernières années : de nombreux coppe et médaille , plus toujours à “zig-zag”, payant tant avant avec cadute et incassando peu de titoli et de soldi. Stavolta, dans ce TT du premier jour de ’72, Gilberto et alla son Morbidelli semblaient être celui qui n’a pas manqué le point de centrer le triomphe du TT, imboccando di gran corsa la via verso il titolo mondiale. La passe de l’Espagnol Angel Nieto, numéro 1 assoluto della ottavo di litro pareva la spinta finale per far volare Parlotti verso l’agognato trionfo dell’Isola di Man.

le conseil d’il y a

La sera prima della corsa Gilberto chiese all’amico Giacomo Agostini di fare en voiture un dernier tour du circuit (ouvert à la circulation) per ricordare i punti di staccata e le traiettorie in alcune curve, per vedere meglio avvallamenti e buche. Ago, qui était aussi un grand ami d’Angel Nieto, j’ai écrit à Gilberto : « Al TT je ne sais pas comment je dois ouvrir le gaz, je dois le faire par chiudere ». Il fortissimo binôme italien aveva la parteta in mano, quand quel 9 giugno il cielo mutò d’umore, passant d’un printemps brillant à une cupa hivernale, avec pioggia battente, nebbia fitta, folate di vento gelido. Parlotti, pilota coriace « da bagnato » et amateur de tracciati impossibles, était partito serein, emportant son coup in testa avec son bicylindre velocissima biancoceleste et augmentant via son vantaggio son Mortimer (15 secondes) et gli altri avversari. Le gara delle 125 partiva di mattino presto. Il destin attendeva Parlotti sulla partie montagneuse du tracciato, aggirato lo Snaeffel, alla Verandah, un muretto concluva la caduta innescata dall’asfalto scivoloso. Le deux cylindres pèse blanc-bleu, piegata sulle righe gialle dell’asfalto allagato, was schizzata via come una saponetta impazzita : la forte velocità, l’impatto con l’ostacolo. Le ciel s’il était ancré par sa capacité, la corsa – comme toujours – s’est poursuivie comme un enfant, avec les organisateurs impegnati leur due fronti: quello dei festeggiamenti e quello opposto, aggiungendo alle altre 98 croci, aussi questa dell’asso italiano. Agostini a été soudainement averti de la mort tragique de l’ami Gilberto le 11, alors qu’il était présent sur la route avec son MV Agusta dans son 500. Alla fin di quella gara ache Ago dirà al TT. « C’était mort un ragazzo, un cher ami qui poche ore prima était avec moi. J’ai parlé avec Read et avec d’autres pilotes, parce que je vais à la Federazione en disant que noi del mondiale non saremmo più andati to run to the TT. Loro hanno resistito altri quattro anni, ma alla fin il TT è uscito dal mondiale”.

Le programme de Ricordo

Gilberto Parlotti est un beau maniaque des années difficiles des années 60 et du début des années 70. Pacato e modest per indole, sem tirato ma aperto a la riso, specie nei momenti più hard, technical rider, a bit “rigido sulla moto in staccata, fortissimo nel corpo a corpo e sui tracciati dove a fare la difference è il coraggio spinto fine all’audacia, Gilberto accettava con stoicismo il responso della bandiera a scacchi, rispettando semper gli avversari, mai recriminando. Parlotti est mort du meglio di sé nelle “piccole”, ma gareggiò da campione tutte le cilindrate, semper alla ricerca della moto ufficiale, che arrivò only a sprazzi: Morini 250 bialbero en 1964, troisième à Cesenatico dietro a Provini e Grassetti; Benelli 250 4 cylindres en 1969, scudiero dell’iridato Carruthers ; Ducati 500 GP bicylindre en 1971 avec une belle victoire pour Scophya Loka, d’abord ancré par le Jugoslav Tomos 50 e poi, à partir de 1970, stabilmente, le Morbidelli 50 e 125. Parlotti, tre titoli italiani, aveva corso e vinto in Italia e all’estero in tutte le cilindrate: nella 50 avec Tomos et Morbidelli, nella 125 avec Aermacchi et Morbidelli, nella 250 avec Morini, Benelli, Ducati et Yamaha, nella 500 avec Ducati. Adesso Trieste le célèbre le 9 juin, grâce à une série de remarques significatives du Moto Club de la ville : le dépôt d’une couronne d’alloro sur la tombe de Gilberto au cimitero communal, pour la cérémonie via Parlotti, la rue du périphérie qui porte le nom de l’heureux champion. Alle 18, en collaboration avec la Commune, dans la salle auditorium du musée Revoltella, le ricordo di chi c’era in quell’epoca dove il motorciclismo porva via così i suoi figli migliori. Tutti gli appassionati dovrebbero font un saut au cimitero di Sant’Anna a Trieste, pour saluer Gilberto. Sulla sua lastra di marmo posta sobre elterre bat sempre il sole. Et sur la photo, Gilba vous sourit. Venez ai vecchi tempi, sigaretta accessa.



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