Prof trans suicida: il ministero dell’Istruzione avvia un approfondimento – Cronaca

Le Ministère de l’Instruction a émis un approfondimento dans le cas de la professoressa Cloe Bianco di Marcon (Venezia), l’insegnante trans che nei giorni scorsi si è suicidata. Il a été confirmé par all’ANSA il ministero. En particulier – è stato spiegato – si stanno ricotruendo tutti i contorni della vicenda.

Incalzare il dicastero in the pomeriggio è stata la wow:Il minister dell’Istruzione è colpevole in quanto è stato complice Di quanto accaduto: Chloe Bianco a soupçonné dall’insegnamento, la mettant au travail dans la ségrégation, ne la gardant pas plus en degré d’insegnare et la condamnant comme malata sociale. Now dovrebbe fare an indagine e capire che gli errori si devono ammettere, alse quelli passati, por ave que la scuola si faccia condizionare dagli stereotipi e che fatti del genere si Ripetano”, detto all’ANSA Pino Turi, secrétaire général Uil Scuola. “L’école doit garantir la libertéI must aprire le lied, I must essere immune dai condizionamenti”, concluent-ils.

In giornata sul tema è intervenuto iol minister del Lavoro Andréa Orlando. “È inaccettabile che in Italia una lavoratrice o un subisca lavoratore discrimination sul luogo di lavoro per la identità digenrecosì come per qualsiasi altro element della proper identità sessuale o per tutto ciò che non ha a che fare con la prestazione labor”, a déclaré Orlando dans un long post.

“Un qualsiasi insegnante, un qualsiasi lavoratore ou lavoratrice qui a rivelato ou a paura di rivelare une partie aussi importante de je sais, je voglio ribadire con fermezza : il Ministero del Lavoro è dalla vostra parte”, a souligné Orlando

“Il possibile d’una donna brutta è talmente stringente da far mancare il fiato”, a écrit Chloé dans son testament – a rapporté Orlando – Ce “possible” est la taille du camping-car dans lequel elle vit et dans lequel elle a décidé de le faire alla sua vita Quel camping-car est également sur le périmètre de notre pregiudizi, della nostra superficialità, della scommessa che si perde quand nous scegliamo il disprezzo per compiacere l’ignoranza. Ignoranza verso chi è giudicato divers, verso chi, invece, vuole soltanto vivere ed essere accolto e rispettato como persona”.

“Questo chiedeva Chloe. Était-ce davvero così terrificante ? Était-ce troppo chiedere di essere accettata per ciò che si sentiva di essere ? Ancre, per troppe persone, purtroppo, oui. Troppo forte il peso dei pregiudizi, troppo comoda la spirale del silenzio che spinge a conformarsi alle opinioni dominanti. Une spirale qui a tourné Cloe ai margini, l’a rinchiusa dans un camping-car, l’a isolé sul luogo in cui svolgeva il suo lavoro, una scuola. Il lavoro che dovrebbe essere il luogo della solidarietà, dell’inclusione e della dignità è diventato l’anticamera de quel camper. Nessuno può dirsi innocente“, a dit le ministre.

“Chi semina l’odio, chi lo cultivata, chi lo fa fruttare comer putrida abandon. Ma anche noi che non abbiamo saputo contrast it, che accettiamo questa malapianta cresciuta in fretta a questa malapianta cresciuta in fretta a questa malapianta cresciuta in fretta a questa cui convivere – ha continuato – Non c’è, je ne dis pas l’accettazione que dovrebbe accompagne ce temps qui a donné sa connaissance des profondeurs, mais neppure la pietà ou la suspension du giudizio dei nostri padri e dei nostri nonni. In nome dei valori, dell’identità, de conformisme bénin, c’è la quotidiana lapidazione, la décision vigliacca ou l’invention sourde et aveugle, magari digitale, perché not sa sentimente né vedere il tumult delle anime, dei sentimenti, della fatica di vivere e de capirsi. Questo face à Chloé n’est pas seul brutto, c’est justement l’erreur. Che la tua morte ricordi che non possiamo accettarlo”.

I FATTI E LE POLEMICHE

Il suo corpo carbonizzato è estato ritrovato quattro giorni fa all’interno del suo camper, la sua “piccola casa su quattro ruote” como la chiamava lei. j’ai décidé de dire togliersi la vita dopo anni di sofferenze e pregiudiziuccisa da quella transfobia che aveva devastato la sua esistenza.

Ieri sulla memoria di Cloe Bianco, insignante transgenre allontanata dal suo posto di lavoro dopo il change di sessosi c’est abbattuta l’ennesima dichiarazione choc d’Elena Donazzan, l’assessore alle Pari Opportunità della regione Veneto that già in passato aveva critico il sui suoi social case, ieri chiusi ai commenti che stavano inondant sa page. “Je crains que le mouvement LGBT n’utilise la mort tragique d’une personne pour une polémique politique – a-t-il déclaré dans une interview à Radio 24 -. Je crois qu’il n’a laissé que le professeur Bianco seul dans le mouvement LGBT.”

Nell’intervista l’assessore a continué à parler au transgenre maschile della professoressa, l’étiqueter pour le prochain tour comme ‘un uomo vesto da donna’. Per Donazzan – qui a dénoncé insulti e minacce sui propri profili – “Je ressentirai ma propre sessualità d’une manière différente, particulière, omosessuale, transessuale est une chose, ma non è la scuola il luogo della ostentazione perché di questo si trattò”. “Parché je dirai que si je suis omosessuali je suis un affermazione – a aggiunto -, présent en classe, parché cet accadde, avec une bionda parrucca, une poitrine fine, une minigonna ed i tacchi è un’altra cosa”.

E proprio dalla scuola – l’istituto di Agraria “Scarpa-Mattei” di San Donà di Piave – est arrivé à la libération conditionnelle d’une étudiante che proprio ai social affidato il suo pensiero sulla tragiquea morte della professeur. “C’était ma professeure – Ricorda Sara – et la chose peggiore est que i genitori in primis erano delle merde que le vedevano mange un phénomène da baraccone Faire du code lunghissime ai colloqui con lei (quelque chose qui prima non succedeva mai) juste pour le voir personnellement et s’en moquer”.

“Purtroppo – continua – la mia scuola aveva professori e préside compresa che non aveva tatto nelle cose, sono stati i primi a parlarne con disprezzo”.

Tra i commenti al post spunta also quello de una commessa di un negozio di scarpe, dove si serviva Cloe Bianco. “Avevo en tant que client un SIGNORA felice perché avevamo scarpe coi tacchi fino al 44 – ricorda -. Il mio data non la salutava, le mie colleghe me la ‘rifilavano’. Ben heureux de me donner la scarpetta comme Cenerentola et le traitement comme un vrai prince”.

E, proprio per rendere omaggio alla memoria della professoressa, ieri decine di professori, studenti e attivisti si sono ritrovati davanti la sede del Ministerio dell’Istruzione per chiedere che “non accada mai piùChiaro il messaggio scritto in maiuscolo su uno dei tanti cartelli : “On libère l’école de la transphobie”je déteste que Chloe Bianco soit morte.

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