Patto con Hollywood e coming of age, Cannes verso finale – Cultura & Spettacoli

CANNES – Veillée des Rameaux au Festival de Cannes. Le président de la Giuria Vincent Lindon avec toutes les autres entreprises de la vision de ce due settimane (à cause de notre Jasmine Trinca) est là avec la dernière décision pour le domaine public vert, ce sera à la cérémonie de la chiusura présentée par VIRGINIE EFIRA. En cette période de bilanci pour cette 75e édition qui a vu un retour en force des soins internationaux, avec des milliers d’accréditations, avec des Américains et des Asiatiques (ma non dalla Cina dove hanno pesant les restrizioni sanitarie sulla quarantena di rientro) qu’un an fa avevano disertato la rassegna. La chose la plus évidente est que je rafforzato legame con Hollywood, dopo qualche anno sottotono: i due maggiori eventi del festival sono stati a légué un due blockbuster delle major, TOP GUN: MAVERICK con il semper giovane Tom Cruise est arrivé en elicottero avec tant de français tricolores frecce au paradis et ELVIS de Baz Luhrmann avec la nouvelle star Austin Butler et le retour de Tom Hanks et une soirée de fête avec Maneskin alors qu’il revenait sur sa Croisette et était dans un état époustouflant pendant la crise et la pandémie. Avec Elvis, Cannes rilancia aussi sugli Oscar nella semper aperta sfida with the mostra del cinema di Venezia a chi ha la premiere più titolata for the statuette americane of March.
Un’altra considerazione riguarda proprio gli studios (et pas seulement perroquet). Depuis le Palais du Cinéma, le délégué général Thierry Fremaux est devenu l’ancre d’un nouveau porte-parole du « cinéma solo al ciné » : sia Top Gun che Elvis sono due esmpi di resistance alle piattaforme. Le thème du streaming et du conclamato ruolo even di produttori al par delle major est infatti semper più centrale sia in generale per il futuro del cine e sia en particulier per i festival dove Cannes e Venezia hanno, pour le moment, je suis opposé à la Mostra del cinema da semper aperta ad ogni destinazione cinematografica même en streaming. Essere trincea di resistance al mezzo che ha buttato sul divano il mondo e continua ad attiare i grandi registi o avamposto di un mundo cinetografico dans lequel le théâtre n’est pas nécessairement plus il luogo deputato ? Pour le festival c’est un dilemme qui ne donne pas peu et c’est pourquoi la sensation d’une édition cannoise est ‘di passaggio’. In queste due settimane molto spesso vedendo i film è sorta la demand: ma dove si vedranno, chi li vedrà (a part le piattaforme specializzate in cinema d’autore le uniche ancora accoglienti), per chi sono stati fatti se il pubblico è disaffezionato alla chambre, confus dall’overdose di prodotti proposti dalle piattaforme che vomitano novità ogni giorno e livellano tutto? Un sens de scollamento dalla realtà più forte del solito.
Eppure una ragione, pas seulement ombelicale dei cineasti évidemment, si rintraccia in tutto questo cinema vu à Cannes. Le storie alimentaro il nostro immaginario, lo aiutano ad aprire gli occhi o a persecisi inside. Ecco allora che una tendenza è sembrata sovrastare tutto nel concorso: il racconto del COMING OF AGE, che è un sottogenre cinematografico per dire film de formazione, di crescita, di infanzia or adolescence. Al di là del palmares c’è stata an incredibile abbondanza di film su este tema e su quello atiguo della FRATELLANZA, di blood o di amicizia, da bambini o ache da adulti, che ha meso in secondo piano altre tematiche, a cominciare dall’ amore adulte e di coppia complètement latitante. C’è CLOSE du Belge Lukas Dhont, storia dell’indivisibile amicizia per la pelle tra due tredicenni che sfocia in tragique when one of the due si allontana; c’è UN PETIT FRÈRE (Mère et Fils) di Leonor Serraille, storia di due fratelli immigrati dalla Costa d’Avorio con una madre guerriera alle prese con lo spaesamento e una crescita difficile tra aspettative e delusioni (uscirà in Italia con Teodora) ; c’è TORI ET LOKITA dei Dardenne, in cui un ragazzino e un’adolescente, arrivati ;;in Europa soli senza genitori dall’Africa, oppongono la loro invincibile amicizia alle difficili condizioni del loro esilio ; c’è ARMAGEDDON TIME de James Gray colombe l’amicizia tra un bambino orfano nero e un coetaneo la cui famiglia si aspetta un scatto social originerà il dramma. C’è LE OTTO MONTAGNE de Charlotte Vandermeersch et Felix Van Groeningen storia dell’amicizia tra un bambino di città e uno di montagna that dureà anche da adulti (en nostri Alessandro Borghi et Luca Marinelli). C’è FRÈRE ET SOEUR di Arnaud Desplechin avec le rapport de haine inspiegabile et féroce contre Marion Cotillard et Melvil Poupaud, sorella e fratello. Sono un terzo dei titoli del concorso, un po’ troppo per essere juste une coïncidence.
Pour finir la politique : Cannes a ouvert avec un partenariat avec le président ukrainien Zelensky et a continué à accorder une grande attention au film, aux manifestations sur le tapis rouge et aux boycotts.

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