Padovani e quella meta: “Ero sfinito. Mi veniva da dire a Capuozzo “corri piano, maledetto!”

Le but d’Edoardo Padovani face à Galles. Getty

Chissà est tra dici anni on va le manger”Le but de Padovani“, per chi l’ha segnata, ou venir”Le but de Capuozzo“, par chi l’ha ideata. Communiquer si la volata che ha porto alla vittoria dell’Italia in Galles – la prima dopo 36 sconfitte nel Sei Nazioni – histoire de fara, comme “la meta di Francescato” contre les Usa à Mondiale 1991, “la meta di Croci” à Grenoble en 1997, “la meta di De Carli” contre Scozia en 2000 et d’autres. Près d’un mois plus tard, Edoardo Padovani parle ancre avec un mélange de stupeur et d’enthousiasme, comme s’il n’était pas immobile, il dirait quel moment phénoménal. Au début de ce sguardo stralunato offert au monde subito dopo aver schiacciato vicino ai pali, prima di ricevere l’abbraccio dei compagni e prima che Paolo Garbisi aggiungesse i due punti del trionfo. “j’étais terrifié – Racconta il 28enne veneziano, che sabato alle 21 sarà ala nel Benetton che sfiderà il Tolone per gli ottavi di Challenge Cup -. Je n’ai aucune idée de combien j’ai vu de sfumare dans des situations générales. Le bonus qui me vient à l’esprit est Italie-Tonga di Padova en 2016, devant 17-16 (avec un de ses calcium, ndr) a due minute dalla fine e sorpasso perroquet à 79’30”, ma ce ne sono altre. Poi però dopo la transformation de Paolo (Garbisi, ndr) était son autre piano.

Cosa ricorda di quell’azione ?

“Ricordo, c’était une partie difficile, piena di sequenze belle e lunghe. Ho fatto quello scatto finale per sustaine Ange quando ero già discrètement senza fiato. Mon come quasi da dirgli “J’ai couru piano, maledetto!” (balade, éd.) ».

Un giocatore del genere a scombussolato a bel po’ ciò che pensavamo delle taglie, dei ruoli, di ciò che ci si può permettere ou non permettere di fare in a test match.

“Sicuramente io e Ange non siamo simili ed è certo che mettendo Ange in the extreme hai più creatività. Non ho l’electricità nelle gambe che ha lui. Je suis content mais perché dans un groupe qui gagne l’entente interne est importante ».

Aussi à Treviso gioca sia extreme, sia wing. Crede che i due ruoli si siano avvicinati negli ultimi anni ?

“Oui. Non trovo troppe differenze. Alcuni tecnici vogliono que ali siano toujours son, dans la première ligne de difesa, étirant seulement l’extrême pour couvrir la profondeur, et quand il s’agit de roulement, perse ou d’autres accidents, capita spesso che siano ali ali a coprire il campo. jel 90 pour cent de la squadre commune gioca avec due uomini dietro. L’un est l’extrême et l’autre est l’aile de référence dans cette partie du terrain, mais l’extrême est impegnato in a raggruppamento, allora tocca alle ali. Ou à la médiane d’ouverture. Altre squadre giocano avec une personne et mezza fuori, un fissa et un che fa la spola tra la linea e la profondeità. Come fatto il Galles contro di noi“.

Évidemment pensavano di poterselo permettere.

“Oui ma Paolo est très courageux pour metterli en difficoltà“.

Spesso è capitato di vedere Garbisi également couvert en profondeur. L’impressione è che canti la mesa e porti la croce.

“Paolo est très impliqué dans l’entreprise, il pense qu’il fait aussi partie de son personnage. Credo che sia tra gli emergenti potenzially più forti al mondo proprio per questo, per la completezza. Ha tutto, dalla difesa al calcium, dalla presa al volo nelle battaglie aeree alla visione di gioco. Non gli si può chiedere molto altro ».

Avec lei Garbisi, il partage Mogliano comme club formateur. Quel poids a acquis cette expérience dans sa carrière ?

«Mogliano est un club entièrement structuré. Nous avons vu la prima squadra manger la fosse au centre du monde. Il vivaio est complet, ci sono tutte le giovanili. C’è chi gioca per divertif c’est un certain point smette, ma chi ha ambizione, dans un club du genre vede un chemin délimité et bien tracé. Capisci qual è la strada per diventare professionista. Poi ci sono le partite della Nazionale che vedi alla tv che ti esaltano, ma lo spirito di emulation nasce innanzitutto nel club. Ainsi viennent succéder nel calcium”.

Quali sono stati i suoi maestri a Mogliano ?

Uno a cui sono rimasto legato è Darrel Eigner, che ho avuto come allenatore nell’under 18. Mi ha trasmesso tanti trucchetti, la capacità di leggere il gioco. Au pied du poi était forte, avec lui ho imparato tanto. E poi mi ha passato l’idea della leggerezza del gioco, perché tale è il rugby, un giocSoit. Quand le moment sera venu, quand l’anniversaire sera masculin, je vais penser que je parle tout le temps d’une blague”.

A concetto che nell’alto livello peu de choses se passent. Soprattutto dans une Nazionale qui perd tellement.

“Da alto livello questo è un aspectto molto trascurato. Le salute mentale dei giocatori è ancre un tabou, mais s’il vit pour toujours. Se non stai bene dans un environnement, la salute ne risente. Ce n’est pas notre cas, ma c’è les gens qui al matin fatica ad alzarsi dal letto. Ed è un discorso che vale per tutti gli sport, not only per il rugbY. Je dois vous dire que le groupe italien nous a beaucoup éclairés. Non pensvo che potessimo essere così forti mentalmente. E’ la prouver il limite sta solo in noi stessi. Kieran a travaillé si dur sur sa questo, également à Trévise. E’ il suo modo di fill. Prima di tutto è important regarde bien, le reste vient à cascata”.

Contrôlez il Galles a moins en raison de la distance calci piazzati capitali da longa. Est-ce un aspect du jeu qui a toujours été rempli de coûts ?

Non ho più la stessa continuità rispetto a prima dell’infortunio alla caviglia sinistra (octobre 2018, aux tempi delle Zebre, ndr). L’intervento alle ache (2020) mi hanno costretto a diminuire il tempo delle sessioni di allenamento al calcium. Sono stati infortuni strani, ancora adesso continua ad avere Dolori alla caviglia, ma cerco comunque di remplissage constamment face à degli extra. Non seulement par i piazzati : nell’ultima seduta ad esempio ho fatto placcaggi, prima le prese al volo, poi anchor i punt di spostamento, o gli esercizi por la visualizzazione. Avec l’expérience, je suis prêt à en tirer le meilleur parti avec le moins d’efforts ».

Comment fonctionne votre visualisation ?

“Vado da une professionista di Treviso, psychologue du sport, Marcella Bounous. Me l’hanno suggerita i miei agenti (Nicolò Maria Pagotto et Alessandro Corbetta, ndr). Facciamo esercizi sui riflessi, sulla respiration, sulla visualizzazione stessa, tutte cose légat tra loro. E cerco di riaccendere queste cose prima della partita, per arrivare “elettrico” al kick-off. Ho bisogno je me sens reattività”.

L’impressione è che stia montrant il miglior rugby della sua carriera. se mettre d’accord?

« Je n’ai pas l’air heureux. Sto bene, dopo un peu de credo enfin di esserci ».

Chose reste dell’esperienza à Tolone à partir de 2017 ?

« C’est un moment d’entraînement important. Jutti sanno che è stata davvero dura per me, ho sofferto molto. C’est sto male dans un environnement si vous remarquez, sono giù tutto il giorno. Je suis ici pour te connaître. Et je garde mon héritage avec des giocatori comme Clerc, Pietersen et évidemment Sergio Parisse. Ça donne un point de vue différent mais c’était comme un rêve, mais j’ai toujours été fan des champions du monde. Ho toccato il livello massimo ».

Chose aspettarsi dal Tolone, sabato?

En attaque, ce n’est pas une équipe incroyablement structurée, mes gestes individuels sont très fortsje. Dobbiamo accorde moins de possibilités, car dalle notre palle perse sanno come stappare lo champagne. Servir le physique et la discipline. Dobbiamo fare capire loro che la porta è chiusa ».

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