Oliviero Toscani, i miei 80 anni a colori – Arte

Il a révolutionné le monde de la photographie, il a scandalisé et fait débat. Dai jeans di ‘Chi mi ama mi segua’ à la salle de bain derrière un prete et un suora, dai volti dei condannati a morte al corpo di una donna consummata dall’anoressia, tutte le sue campagne hanno lasciato il segno e scatenato polemiche. In sessant’anni di carriera Oliviero Toscaniche il 28 febbraio ne compie 80- ha lavorato in ogni luogo del mundo e per tutte le riviste plus importanti. Migliaia di ritratti, miloni di immagini, una più celebrata dell’altra.
Eppure se gli chiedi quale sceglierebbe di portarsi apppresso, da quale dei suoi tanti e acclamati lavori si senta più rappresentato, la sua risposta è immediate e fulminante : “sceglierei il ritratto di una persona sconosciuta”, il est écrit : “una faccia con l’ intensità dire ciò che ho semper close”. Una parola dopo l’altra, while around lui si affollano le voci ei ei rumeuri soffusi de un treno che va, due concetti sembrano continual ricorrere, la curiosità verse tutto ciò che è new e insieme la ricerca di profondità, di uno sguardo que dia il senso al tuto. C’è il passato, con storie di vita e avventure di tutti i colori, pour le dire avec le titre de son dernier livre de bon goût (“Ne ho fatte di tutti i colori”. La Nave di Theseus pp.247 euro 18.00) ma c’ è ancre un super impegnato présent. Et tant pis, feroce voglia di futuro: “J’espère trouver la force de capire qui che ancre non ho capito”, dis-tu alors que ammette che età e compleanni, ahimè, sono una bella scocciatura.
L’agenda de l’autre est celui d’un quinquagénaire en carrière : tout en répondant à all’ANSA et en revenant sur une intervention alla Leopolda, les 4 et 5 mars, il sera à Milan à l’occasion de la Triennale, là a été un projet dans sa Toscane avec Marina Abramovich, l’ami Carlo Verdelli a été assoldato per il settimanale Oggi. Et tutto questo mentre ad aprile en Allemagne entre en montre l’un de ses derniers lavori, un collage de ritratti presi dalla strada che, giura, ci “farà changer la perception che abbiamo dei tedeschi”. Altro che biondi con gli occhi azzurri, anticipe, il risultato di quel su e giù per le strade tedesche, “800 ritratti in ten giorni, tutti fatti da me senza assistenti” è il racconto di un paese ormai multiethnico, anzi, “un inno all’immigration”. En pratique, on garde le monde qui change, que j’ai transcendé pour imaginer à la fin de la journée de Fabrica avec Benetton et Colors, le magazine qui a anticipé l’impénétrabilité de son temps, attuali, dall’ambiente ai migranti, il razzismo : ” I finché non ci sarà una libera circolazione delle genti non saremo civili”, tuona appassionato pensant tutta la strada che c’è ancora da fare, al mondo “che diventa semper più elitario con i ricchi semper più ricchi ei poveri semper più poveri”. Fino all’Ucraina e all’orrore di un war que lo angoscia e lo preoccupa, que ne scatena la rabbia (“tutti preoccupati solo della prezzo della benzina che cresce, ma è possibile?”) ma che forse è l’unica che oggi non avrebbe voglia di andare a raccontare : “faire le photographe de guerre en mode créatif n’est pas plus possible”, sbotta, “non devi più inventare niente”. Eppure il legame tra fotografia e storia è strettissimo, ti fa nore impetuous, perché oggi può essere arte “ben più delle tante opere del contemporary che affollano le gallerie”. Ma di più, incalza, “E’ la memoria storica del mondo”. E se fosse stata inventata prima tante cose sarebbero andate diversement, i racconti sarebbero stati altri: “Ma te lo immagini un fotografico delle crociate? O delle imprese di Garibaldi?” . Per lui di certo più che un mestiere un mezzo per dare voce al suo occhio creative. “C’è chi lo fa con la musica, chi con la peinture, io l’ho fatto con le foto parce que mon père était photographe”. Avec la rigueur d’une super école alle spalle, mais, comme il le dit dans le livre, il a sauté dans le buio d’une fenêtre déterminée que pur di Farsi se tournera vers l’Accademia di Arti e Mestieri di Zurigo, presque un Bauhaus suisse, si il tiendra un esame in tedesco senza capirne una parola. Di fatto l’un des tant d’azzardi riusciti d’une vie que la repenser maintenant est un feu d’artifice di fulminanti e di successi, di incontri eccezionali (nel suo carnet dei ricordi c’è di tutto, da John Lennon ad Andy Warhol, da Muhammad Ali à Lou Reed en passant par un giovanissimo Berlusconi) ma pure de véritable stupore e de entusiasmi mai sopiti. Da la prima scoperta delle immagini dipinte, ancre bimbetto dans une chiesa di Clusone, fine ai lavori per la moda che gli piaceva raccontare sì, ma gardant toujours le modèle et la robe comme un phénomène social. De plus, la mode change, l’intérêt vient pour un peu, altri progetti hanno avuto il sopravvento. “Eppure da Elle mi chiamano ancora”. le secret? Una volta di più, boiteux pour le dire, quell’incessante ricerca di novità : “Cerco facce nuove, persone with a negli occhi enthousiasme, I pretend that non abbiano trucco, il bello è un’altra cosa”. Et le futur ? Se fosse un’immagine, il futuro, che foto sarebbe ? Toscani per una volta tace. Quand alla fine répond, il a le doux ton de chi sta fando altro, magari esta proprio salvando davanti a sé: “L’immagine del futuro, dice? Chissà, penso al cosmo, all’universo, le stelle.. Quando capiremo tutto questo, ecco, sarà il futur”. (ANSA).

.

Leave a Comment