Milano-Sanremo secondo Paolo Bettini: “Dal Vigorelli alla Cipressa…”

Le champion du monde de volte due est entré dans la Classicissima 11 volte et vinta 1, en 2003. Gli abbiamo chiesto di raccontarci la corsa da Milano alla Cipressa e dalla Cipressa all’arrivo. C’est la première partie

Le barzellette da raccontarsi mentre il gruppo scorrece rapidement son plan en direction de Pavie. A volte fa freddo, a volte c’è già un sole caldo, e qualcuno subito en escape al chilometro zero di via della Chiesa Rossa, davanti all’Osteria della Conca Fallata, alla peripheria di Milano in Pavia direction, dove tutto inizia domenica 14 Avril 1907 : première édition de Milan-Sanremo, remportée par le Français Petit Breton. Samedi aura lieu la 113e manche de la Spring Classic : 51 victoires italiennes, la première avec Luigi Ganna en 1909 et la dernière avec Vincenzo Nibali en 2018, et 61 succès étrangers. Recordman Eddy Merckx avec sette trionfi, de 1966 à 1975, avant Costante Girardengo avec 6.

che discesa

Paolo Bettini est né en 2003, avec le maillot de leader de la Coppa del Mondo, avec l’aide du fidèle Luca Paolini : prima sul Poggio, poi in discesa, dove quel terzetto, avec Mirko Celestino, ligure di Andora, actuel ct del settore fuoristrada, è stato senza dubbio uno dei più spericolati, infine in volata in via Roma. Primo Bettini, secondo Celestino, troisième Paolini. Une gita de Milan à la mer de 293 km, seulement corsa qui raggiunge un chilometraggio così elevato. Et allora il Grillo scava nei ricordi e ci porta nei segreti della Classicissima, qui marche lentement en raison de/terzi di gara disventa un rock durissimo negli ultimi 27 km, quand da San Lorenzo al Mare si svolta a destra per affrontare la Cipressa. Ma quella sarà un’altra storia.

manger du nessuno

Le champion de Livourne a couru 37 classiche-Monumento et 11 Milano-Sanremo : la course qui a disputé le più. De 1998 à 2008, la saison dernière, toujours, chaque année : il a aussi été 5e en 2001 (victoria di Zabel) et 8e en 2004 (successo di Freire). “Io la Sanremo l’a divisé en due tappe, mais c’était un tour de tappe – racconta Bettini, qui a eu 47 ans: in carriera l’Olimpiade ad Atene 2004, due Mondiali (2006 e 2007), due Liegi-Bastogne- Liegi e due Giri di Lombardia -. Je l’ai fait pour avoir une bonne collation à livello di testa : le Milano-Ovada et l’Ovada-Sanremo. Quand je suis parti de Milan, j’étais mentalisé par l’Ovada rifornimento, et quand je suis sur mon vélo, je pensais au mangiare… Je suis un centinaio di chilometri, siamo ai piedi del Turchino, ea Ovada iniziava lo stress, dovevi Je vais allumer la discesa del Turchino davanti. Et à Ovada mon accès pour la deuxième partie. Pour y penser tutta insieme, le Sanremo, è troppo lunga ». C’est le rischio di addormentarsi ? « Dormir, oui ? Ci sono dei momenti, oui, ho fatto delle Sanremo in cui davvero non ti passa più. Stradoni, ci sono due-tre uomini che tirano a 40 all’ora, il gruppo è lì tranquillo. Sai le giornate primaverili, con il mezzo sole, che fa caldino, senza vento. A Ovada mi sveglio con il mangiare. Rifornimento, devi stare davanti perché comunque è un point caldo e pericoloso, non puoi rischiare, sacchetto. Dopo, ci si riordina, c’è il Turchino e da qui inizia la gara. Aussi avec Bartoli, nei primi anni (1998-2000), si « menava » il Turchino, pancia a terra. Fuite ou non fuite non ci interessava niente. Poi si vous êtes arrivé à Riviera a Voltri, si vous avez gardé, vous avez vu le panneau “Sanremo, 145 km all’arrivo” et s’il disait “no, c’è un altro giorno da fare, altre tre ore e mezza di gara, l’abbiamo proie un peu ‘longa”. Inpensabile sul Turchino dans le cyclisme d’oggi fare un’azione di forza? “L’inpensable perché dans les couloirs de oggi sono piatti, l’unique couloir de fantasia est Alaphilippe, che non sta a calcolare troppo. Perche carré Alaphilippe ? Mis à part le fait que Mondiali est venu, il n’y a généralement pas de logique et de quindi piace. Non lo puoi inquadrare ». Sabato il francese non ci sarà, messo ko da raffreddore e bronchite.

vent inconnu

Et moi tre Capi, Mele, Cervo et Berta ? « À ce moment-là, je ne dois pas perdre de vue le chef du groupe et je dois voir compagni fedeli et in gamba che ti sappiano pilotare. J’ai d’abord eu Capi sono facili, il Berta met già in row il gruppo, e poi la Cipressa è vicina, neanche ten chilometri, si sessanta all’ora sull’Aurelia. E poi devi valutare il vento, dans une corsa longo il mare è décisif. Si le vent est le contraire, gli attacchi non vanno da nessuna parte e velocisti sono avvantaggiati. Arriva da dietro, mange sarà sabato, avec raffiche da nord-est fino 42 km all’ora, la corsa diventa elettrica. Il gruppo, dietro, va più veloce di chi sta davanti, la squadra in testa non riesce a fare velocità, il gruppo ti spinge da dietro e la corsa è nervosissima, c’è un stress total. Vento vuol dire ache sbandamenti e cadute, e questo deventa un point délicat nella gestione tattica. Al Poggio devi arrivarci. Les prévisions seront confirmées, si rischia di arrivare ai Capi à 44 heures en moyenne. Da noi s’il dit : se c’è vento contrario, vuol dire stare otto ore in bici e finito arrivi. S’il y a du vent en faveur, c’est plus vite qu’il y a une telle contrainte que… j’y suis arrivé un peu comme ça ».

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