Joseph Lasiri: ‘Io, la Muay Thai, One, Monza, il calcio, i sacrifici’

Da Monza all’incontro por la waist global One del 20 maggio, le combattant italien si racconta: “Ho fatto mille lavori e sacrifici per potermi permettere questo sport, che mi ha cambiato”. E tutto iniziò avec un no dopo a goal

Giulio Di Feo

@fantedipicche

Quand si je tiens une porte coulissante, je peux dire si vous la portez, quelque chose se passe si vous ne l’aimez pas. Avec Joseph Lasiri, par exemple, si l’Italie est un belgiorno, il a perdu une star du calcium, mais il n’a certainement pas garanti un Muay Thai absolu. “L’ouragan” à l’occasion du 20e anniversaire du combat à Singapour pour le titre mondial de Pesi Paglia di One Championship – la Nba degli sport da combattimento asiatici – contre le champion thaïlandais Prajanchai, finer a 16 anni Joseph “l’arte delle otto armi” non ce l’aveva neanche à oroscopo. A casa Lasiri rotolava solo il pallone : “Eravamo quattro fratelli, tutti calciatori. Io giocavo un milieu de terrain ed ero même bravo, ma mi dicevano semper che ero troppo piccolino. Espèce sortant de catégorie pendant la phase du sviluppo, rimanevo semper less grosso degli altri…”.

« Un’estate change de squadra, on était au fond de la préparation du championnat Allievi, ça me paraissait nouveau. Le premier but amichevo precampionato e faccio pur arrive. Une belle partita il mister mi chiama donne part et mi dit chiaro e tondo che per me non c’è più posto. Ci rest così male che non ne voglio più sapere del pallone ».

Chiodo scaccia chiodo : le Muay Thai est arrivé

« Oui, par hasard. C’era amico del mio quartiere appassionatissimo, ne parlava toujours et consigliò moi une conférence peu hors de Monza. Ci sono entrato, e non ne sono uscito più ».

Muay thai, ovvero boxe thailandese : c’è mai stato en Thailande ?

“La prima volta nel 2013, da allora ci ford tutti gli anni. Je suis un peu malade et je suis rassasié, je suis tellement béni et j’apprends tellement. Della Thailandia mi piace il fatto che non ci sono pregiudizi verso gli stranieri, nei camp ce ne sono tanti, e che la culture del paese è legata in maniera strettissima alla disciplina che pratico. E se vuoi fare progressi devi calarti in quella mentalità ».

Semer un film de Van Damme…

« Eh, ma un film est un film. Questa è la realtà, ed è dura. Quand je commence à pratiquer une discipline je ne suis motivé que par la passion, je suis pur, il n’y a rien à perdre. Au moment où j’ai commencé à me séparer d’une profession, à coinvolgerti in grossi eventi, à gravitare loin autour de toi autre persone che lavorano par force di sew te change. Ti stressa, ti spinge oltre il limite ».

Andavo ad allenarmi la mattina prestissimo, poi dalla palestre dritto al lavoro e alla fine anchor in palestre. Praticavo lo sport che sognavo, avrei fatto di tutto per potermelo permettere

Joseph Lasiri

Lei quando ha capito di essere diventato un professionista?

“Avec le contrat de One, notre sponsor et le premier emploi important, Prima n’était pas tellement supérieur, qui ferait toujours un travail à temps partiel”

“Il pizzaiolo, il lavamacchine, il commesso per la Swatch, il venditore di scarpe… Andavo ad allenarmi la mattina prestissimo, poi dalla palestra dritto al lavoro e alla fine anchor in palestra perché magari avevo un incontro a fine mese e non potevo Je serai cool. Senza soldi e sponsor was hard, ma practicavo lo sport che sognavo, avrei fatto di tutto por potermelo permettere. Aussi quand je n’ai pas le droit d’aller me battre : je m’allume et je marche dappertutto le stesso ».

Dans la chose famiglia lui dire?

«Quand j’ai duré mon calcium, mon père a pensé au colpo di testa adolescenziale classique, pas à mi prendeva troppo sul serious. Poi ho iziato a combattere a livello internazionale, in Inghilterra, in Spagna and with the Italian Nazionale, and I see it always più orgoglioso di me. Mon supportavano même lorsque, par exemple, j’étais en Thaïlande pendant six mois : sois mon mancavano, c’erano sempre. Mon père et ma mère venaient du Maroc, et la bague portait toujours le double drapeau »

Il pousse jusqu’à San Rocco, quartier difficile de Monza…

« Da adolescent was così, dopo la scuola passavamo tutto il tempo nei parchetti a non fare nulla. La molla per uscire da quella vita di solito scatta quand il a commencé à fare qualcosa di serious senza nessuno che ti obliga a farlo. Il m’a capitò avec Muay Thai: Je suis de retour migliorarmi, mi allenavo di più, automatiquement mi allontanavo da certi ambienti, i risultati arrivavano. Lo sport non è che ti tira solo fuori da una brutta vita, ma come le dicevo prima ti se change. I per esempio iniziavo ad andare meglio ache a scuola, mi sono diplomato. C’est toi dedichi i risultati arrivano, è quella la lezione”

Li vede ancora y suoi amici del quartiere ?

« Non più tanto sesso perché my alleno a Milano, ma siamo semper in contatto. La battuta è semper la stessa : ‘Eh, ormai a Monza non ci sei più…’. J’ai commencé ma vie comme je me suis retrouvé dans mon sport, ma place était raccontarli a loro, così come ai miei allievi ».

Tra tagli di peso, camp e sessioni specifici gli sport da combattimento impose allenamenti massacranti. Si è mai detto “Ma chi me lo fa fare?”

« Il m’a dit ogni giorno. Magari mezz’ora prima avevo i guanti e prendevo pugni in faccia e mezz’ora dopo mi trovavo davanti a client a sorridere ea chiedergli che numero di scarpe voleva, e questa cosa mi mandava in tilt completement. Ora però rappresento un paese, un famiglia, una palaestra, c’è tanto in gioco. Il sonnait aussi stanco et stremato gestisco. Anzi, plus arrivé dans la recherche des conditions de fatigue et du stress et plus de la voglia di vincere ».

Le 20, il sort du ring face à Prajanchai, numéro 5 mondial livre pour livre et champion de la catégorie. Qu’est-ce que j’ai trouvé sarà?

« Durissimo, contre un expert anniversaire oltre che forte, non è campione in carica par cas. La boxe est mon point fort mais aussi je suis préparé de ce point de vue, je suis aux JO thaïlandais. Ma sto étudie la stratégie diversifiée, darò tutto quello che ho. Voglio essere il primo italiano a porare questo titolo a casa ».

Da quando non combatte qui?

« Donnez 2017 à Milan. Ma prima o poi One si sposterà dall’Asia… ecco, sarebbe bello tornarci per difendere il titolo ».

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