Filip Babicz parla di Appointment with Death: “Così ho avuto l’idea..”

La via, percorsa in solitaire e senza crash pad, was not mai stata completata da uno scalatore straniero

Pierfrancesco Catucci

oui gamin « Rendez-vous avec la mort » (pointant avec la mort), imprimé en Angleterre (Wimberry sul gritstone inglese) dall’alpinista e grimpeur d’origine polonaise, italien d’adozione et de résidence, Philippe Babicz, athlète du Centro sportivo dell’Esercito. Une route classée E9 6c, plus complète qu’une étrangère. Rendre ancora più épique l’impresa, la décision de passer par là en solitaire, senza un assicuratore alla base, senza utilizazzo di crash pad (il materasso di protezione) e assicurandosi da solo. Pas certain, mais, la cousine imprimée de sa carrière qui l’a vue signer de nombreuses storiche de salite, comme le record sur Pizzo Badile en septembre 2021 ou le Crest of Peuterey sur Monte Bianco en 2020, pour n’en citer que quelques-uns et récents.

Babicz, ma come le venuto in mente di fissare questo appuntamento con la morte ?

« L’idée de mettre à l’échelle Rendez-vous avec la mort est née dans le mien testa oltre un anno fa. Je suis considéré comme un athlète polyvalent qui performe sur le terrain avec beaucoup de plaisir : je vais sortir d’une manière traditionnelle, dans un pur style anglais, et j’ai une idée pour élargir encore mes origines et tester dans un nouveau domaine. E per farlo, cos’era meglio di una via simbolo, leggendaria, una delle più temute del Gritstone?”.

C’è stato a momento in cui è stato sul punto di mollare ?

“Non. Ancora prima di recarmi in Inghilterra e mettere le mani sulla via, sapevo che sarebbe stato difficile. E non mi sbagliavo: nei primi giorni di studio, le problème n’était pas seul à gérer le risque, demain je quitterai simplement la route avec la corda dall’alto, en toute sécurité. Ho fatto fronte a queste difficoltà con un molto semplice atteggiamento: ‘Je ne penserai pas, ma lavora, lavora, lavora…’”.

Cosa l’has spinta a farla in solitaria e sinza crash-pad?

« È stato un misto di eventi e circostanze. Dawid Skoczylas, un ancien ami qui vivait à Sheffield, m’a accompagné dans Falesia il primo giorno. Pendant i giorni successivi ho lavorato agevolmente sulla via da solo. L’assicuratore mi serviva per la salita finale. Quand tout fut bientôt, j’ai désespérément entouré un compagnon adatto car je rivalisais avec mes contatti et quelli de Dawid. Alla fine, non abbiamo trovato nessuno. Alors, il giorno prima della salita, per la prima volta mi è passata per la testa l’idea che forse si potesse fare in rope solo. Quel giorno pioveva, ma poi è uscito il sole e si è appogiato sulla parte alta della via. Avevo paura che potesse riscaldare le prese. La tension d’avant la bataille était forte et non sapevo quanto a longo avrei potuto reggere un stato d’animo così intense. Così ho deciso di cogliere l’attimo e sono partito. Penser adesso, ero davvero in uno stato di trans ».

Quelle est l’échelle du cui è più legato ?

« Je pratique une multitudine di discipline verticali. Quelle, però, che mi danno più soddisfazione, une sensation de liberté et unicité avec le monde esterno, sono le salite fast & light en montagna. Et dans ce domaine, il a joué avec un prix élevé et un record de vitesse. L’un des plus impressionnants plus beau che ho fatto est la première chambre solitaire de la Cresta ‘Integralissima’ di Peuterey sul Monte Bianco. La Cresta di Peuterey est la vraie reine après la crête alpine et s’en élève dans son intérêt, au fond d’une belle vallée au sommet du tetto de l’Europe, et c’est la voie la plus élégante et la plus difficile pour la parcourir. Prima di me è stata salita un seul tour en 1973 donne une tedesca cordata : io, 47 anni dopo, ho fatto la prima Ripetizione da solo e in 17 ore ».

Avez-vous en tête de nouveaux projets pour l’avenir ?

« Je progetti non mi mancano e ne ho davvero tanti in ogni disciplina. Rimanendo però sul dell’laltima thème imprimé, j’espère que je reviendrai son Gritstone, à Inghilterra. Lors de ma visite, le courrier m’a été littéralement incantato. J’ai vu une ligne très difficile que je vais escalader ».

Cosa è l’arrampicata e comer si è avvicinato a questa discipline?

« Arrampico a 25 ans. Le centre et le pivot de ma vie. Je grandis à Zakopane, une ville du sud de la Pologne, au pied des montagnes Tatra. Mon père travaille comme guide his questi monti, j’ai toujours été là. Poi, un’altra mia grande passione è lo sport. Nell’arrampicata, prima sportiva e poi negli exploit di alpinismo, ho find my identity”.

Quelle est la montagne qui rêve un giorno di scalare ? et perché?

«Je suis tellement stupende montagne al mondo che vorrei salé. Ma raggiungere la vetta è poco, ciò che mi interessa di più è ‘viens’, non ‘colombe’. La montagne parfaite pour la performance de l’altissimo livello potrei trovarla quindi ache proprio ditro casa… ».

Comment organisez-vous votre routine de remplissage ?

« Pratiquant une discipline aussi diversifiée chez les perroquets, il m’est difficile de trouver un type de décharge. Ciò que cerco di fare nell’arco dell’anno è raggruppare i progetti che richiederanno una preparazione simile nei blocchi plurimensili. Una volta fissati gli obiettivi, mi le endo spécifiquement, testa bassa finché il risultato no comer archiviato ».



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