divario tra Sud e Centro-Nord è emergenza sanitaria

Da due diverse ricerche émerge un grand divario tra Sud e Centro-Nord in termini di practica di attività fisica, une véritable “questione meridionale” dello sport

valério piccioni

C’è ancora tanto da fare per ridurre la Distance du centre-nord et du sud à la fin de la journée pratique sportive. Fa davvero effetto veder emergere dai date d’avant la pandémie de 2019 que plus della metà dei cittadini di Sicilia (55,22 %), Molise (53,04), Campanie (51,74), Basilicate (51,37) et Calabre (51,11) sont sédentaires et non praticables Certaines activités physiques et sportives, conditions qui nécessitent un peu plus d’un ottavo (12,79) d’enfants vivant dans le Trentin Haut-Adige. Le dernier territoire sportif restant avec 37,98% d’activité “continue” dans la Vallée d’Aoste, la Vénétie et la Lombardie, qui était le plus avancé à partir de 1997 : de 18,78 à 32,03.

Sud petit “sportif”

Mal “question du sud” dello sport émerge également dai preoccupanti dati rilevati donne un questionnaire diffus dans une popolazione campione de décembre 2020 à septembre 2021 (Mesi di parziale chiusura) in cui only il 37.5 percento degli interviewi “sportivi” al Sud dichiarano di fare sport in a public impianto, percentuale that va to più della metà al Centro-Nord. Je suis au courant de nombreuses présentations au Stadio Olimpico di Roma et du fruit d’une recherche sur son « Le coût social et sanitaire de la sédentarité »réalisé par l’Union Sport per Tutti italienne avec le Svimez (l’associazione per lo Sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) et la finanziata da Sport e Salute.

Une urgence sanitaire

par il sous-secrétaire alla Salute Andrea Costa siamo di fronte a “une urgence sanitaire qui va être affrontée avec courage et aussi avec des instruments straordinari”. Une’ouverture à la possibilité que le Pnrr consente au sport n’est pas seulement intervenue pour un milliard d’euros sull’impiantistica. “Par esempio perché non rendere possibile la prescrizione dell’attività sportiva da parte dei medici?”. Vito Cozzoli, président et administrateur de la délégation Sport et Santé Il a cité et 157 progetti “quartieri” e “inclusione” finanziati dalla società et a souligné un autre riscontro alarmant : “Ci sono due milioni di persone che soffrono di disrupti alimentari in Italia. Lo sport aiuta a combattere questi numeri ».

Risparmi “sportive”

Fra gli obiettivi della ricerca c’era quello di individuare un relazione fra i fusilssi dell’attività sportiva e di più o meno virtuosi stili di vita sulla spesa sanitaire delle famiglie. E qui sono emersi dei dati interessanti: chi fa sport in maniera “continuativa” (4-5 volte tentimana) dépense 97 euros en moins que l’année moyenne tandis que sédentaire et païen 52 en Più (je fumeur sono a più 81) . Un discours séparé va fatto per gli “agonisti” qui dépense 164 euros en plus, un fait qui doit être interprété perché potrebbe signal un’eccessiva “medicalizzazione” dell’approccio all’attività. Ma i numeri si riferiscono là spesa de santé privée et il n’y a pas de frais pour le système de santé dell’inattività già abbondantemente certifié. En général, soprattutto alcune attività (l’utilisation du vélo et la marche à pied) aide à passer le meno. Stesso discorso rispetto al je travaille: chi ha un’occupazione ricorre less ai farmaci e fa più attività. “Cette recherche documente à quel point l’activité physique consent au risque pour livello di spese sanitarie”, spiega Tiziano Pesce, président de l’UISP. compris entre Luca Bianchi aggiunge che questi numeri “sono elementi per determinare investimenti pubblici”. Il direttore dello Svimez fa aussi un esempio. « L’île. C’est vrai, s’il s’agit d’un pays piccolo, la lotta all’alcolismo giovanile ma lì stata combatta con interventi straordinari sulla pratica sportiva che no data risultati importanti ».

alarme moi bambini

La photographie ricerca due au détournement archi temporali. Quello scattato pendant la pandémie met en évidence une alarme moi qui régit un objectif d’abbandoni dell’attività sportiva proprio fra i bambini e gli over 65. Ce précédent, et la date se terminant en 2019 sur la base de all’elaborazione di numeri dell’Istat e della banca dati “Santé pour tous”, présente un Paese colombe de 1997 et cresciuta la “sportivizzazione” (attività continuativa) ma la sédentaire è persino augmenté (de 35,46 à 35,62). La démarche indietro est évidemment provoquée par une restriction du domaine de la simple “activité physique”, de 35.69 à 25.46. Insomma, nelle città c’è less spazio per muoversi, ou simplement siamo più seduti à l’ordinateur ou à la maison. Si vous essayez de crypter cet andranno però riaggiornate avec l’effet de la pandémie. E qui non c’è bisogno di essere dei maghi per prevedere risultati piuttosto preoccupanti.



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