Argenti e meraviglie, a Genova anche il Barocco è super – Arte

ROME – Dall’alto del suo cavallo bianco, ritratto dal grandissimo Rubens dans une pose qui all’time was concessa solo ai sovrani, il trentenne Giovan Carlo Doria accoglie i visitatori con un’immagine di I know that già lunga sulla raffinatezza e l ‘opulence della sua ricca Gênes.
C’était 1606 et la tonitruante ville de Ligure que n’importe quel jour du Premier ministre ukrainien Zelensky a jumelé son Marioupol, se souvenant du bombardement qui en 1944 l’a dévasté meraviglie, vivant maintenant une période dorée, transformant son commerce en une capitale financière internationale colombe Il denaro, mais dans le passé l’argent qui arrivait en grande quantité d’Amérique du Sud, a donné à l’art une meilleure façon d’investir.
Palazzi, chiese, ville, tutte ricche di affreschi, di marmi, di arazzi. Edifici così belli che semper il fiammingo Rubens sentait qu’il bisogno di disegnarne interni e facciate e poi di pubblicare ben due volumi di questi suoi disegni per farle conoscere y apprezzare ache alla borghesia Europea. Avec le cas des patrizi et des grands commercianti inzeppate di énorme ritratti di famiglia, le tavole sfavillanti di argenti. Et l’un des artistes est arrivé en même temps pour animer un Barocco sec qui, après sa mort et les habitants de cette ville “Superba”, comme le définitif Pétrarque, assume un caractère de la partie particulière, n’est pas uniquement ajouté .
Immaginata et organisation insieme alla National Gallery of art di Washington et en partie purtroppo limitée par la pandémie qui alla fine a sauté la couverture américaine elle-même, “Superbarocco, arte a Genova da Rubens a Magnasco”, le grand spectacle du 26 mars au 3 luglio si apre alle Scuderie del Quirinale, ricotruisce e racconta proprio quest atmosphere, con opere immense, strabordanti, abbacinanti, alle volte alche nelle dimensioni. Et une sélection eccezionale d’oggetti, dagli argenti incroyablement scolpiti agli opulenti tavoli da pared, che si aggiunge alle tele, alle pale d’altare, alle sculture, in marmo e in argento, agli straordinari arazzi. Un capogiro insieme qui donne le sens d’une époque et d’une société moderne et riche en relations internationales, où coexistent style, culture et école diverses.
“Un spectacle réfléchi pour raccontare Genova fuori da Genova”, prédit l’histoire Piero Boccardo, commissaire insieme avec Jonathan Bober et Franco Boggero de cet ambitieux projet né en 2015 et enfin arrivé à la lumière en contemporain et en accord avec une vaste série d’événements che dal 26 March prenderanno il via also nel capoluogo ligure. Pensato per approfondire gli studi e la ricerca storica, como sottolineano i curatori e il directtore delle Scuderie Lanfranconi. Demain, j’enverrai un message de Gênes, pour le dire avec le gouverneur régional Giovanni Toti et avec le syndic Marco Bucci, à cause de la “pandémie inverno della” a augmenté le crollo del ponte Morandi. E che oggi, comme dopo la peste che la fléau propre dans le Seicento, è prêt à travailler tout insieme per demostrare la sua forza e farsi conoscere dans le monde.
Complesso e perlopiù rimasto circoscritto al suo Territory, fanno I not the rest and tre curatori, il Barocco a Genoa non “è estato quasi mai abbastanza comreso o apprezzato. Both che le opere dei suoi artisti, con l’eccezione dei non molti attivi in giro per l’Italia (de Bernardo Strozzi à Filippo Parodi ou Alessandro Magnasco) sono scarse fuori dalla Liguria”. Così come sono pochi i musei d’Europa e degli stati Uniti “che ne possiedono una piccola rappresentanza”. Tante delle opere in mostra provengono non a caso da privati ​​​​collezionisti. Une tradition de la ville qu’une partie de la longue distance, à noter ancrée autour de Boccardo, propre de l’âge d’or du Barocco, la colombe Giovan Carlo Doria, toujours lui che pur morì giovane, est arrivée à possedere addirittura 700 dipinti. Ou mangez la puissante famille de Grimaldi, qui en 1623 a chargé Van Dyck d’être trois ritratti, à cause de l’élégance d’Elena, avec la servante noire qui lui arracherait la tête avec un ombrellino rouge (nella ricca Genova di quei tempi non mancavano neppure gli schiavi).
Dai ritratti alle nature morte, i disegni, le pitture religiose: il viaggio delle Scuderie nel Barocco genovese offre di tutto un peu, pointant mais toujours, underground Bober, “sugli artisti più rappresentativi e scegliendo per ciascuno di questi il ​​​​capolavoro”. Avec le soutien du sponsor, au premier rang Webuild, de la générosité du Washington Museum et de l’aide du prestigieux davvero eczionali, sous la direction du président de la Scuderie Mario De Simoni. Son tutti la strident Madonna Immacolata d’argento scelta per chiudere il percorso: commissionata da sette genovesi en 1748 a servi à ringraziare il doge Giovan Francesco Brignole per il ruolo giocato dans le conflit avec la truppe autrichienne qui avait occupé la ville. En aucune façon de la Barocca Genova même un segno di rythme. (ANSA).

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