Ambrosio tra calcio e rally: “Vi racconto il Chelsea di Abramovich. Lukaku tornerebbe a piedi all’Inter ma…”

Andare sull’altalena non è per tutti. Servir le personnage. Tanti sanno godersi il momento più bello, pochi in quello più brutto riescono to darsi a spinta per tempre la risalita. Marco Ambrosio n’a pas appris l’art du falegname dal padre e dal nonno, ma con il mestiere della vita non si è fatto pregare. Tutto è cominciato dans un oratorio di Lumezzane dans la province de Brescia et è diventato belle a Bergame con l’Atalanta qualche anno dopo. Poi giù in Serie C senza paura fin al 1997, l’anno dell’esordio in A with Samp. Dopo il Duemila, Ambrosio a vissuto il miracolo chiamato Chievo, prélude au rêve de Chelsea du cousin Roman Abramovich. Quei ricordi sono diventati maggiorenni. Marco oggi insegna a volare tra i pali ai suoi ragazzi sui campi di province : colombe tutto è cominciato, colombe sogna l’ennesima ripartenza.

Marco, lei oggi fa l’allenatore : com’è nato questo suo new percorso ?

Dopo il ritiro dal calcium professionistico, ho giocato per un paio di anni con il Lumezzane nei dilettanti Poi ho cominciato ad fillare i portieri del loro settore giovanile in Lega Pro. Dopo due anni sono ato Brescia dove sono rimasto per due stagioni. Poi ho lavorato al Milan: un an avec l’Under 17, un an avec Rino Gattuso toujours à Primavera.

Comment vais-je travailler avec Gattuso ?

È stata un’experienza molto formativa. Ho imparato a sacco di cose. Gattuso est très exigeant, ma est une personne formidable. Se lavori d’une certaine manière Rino ti dà il cuore. Il suo staff est forma da persone molto competenti. Poi Gattuso è estato promosso in prima squadra dove c’era già un preparatore dei portieri.

E dopo il Milan cos’ha fatto?

Ho lavorato per un anno alla Feralpisalò. Oggi sono al Lume VGZ, la société née après l’échec de Lumezzane. La prima squadra sortira selon toute vraisemblance en D, l’objectif est de faire passer le club en Lega Pro. Mon fils s’est spécialisé dans le settore giovanile.

Com’è nata la sua passione per la porta?

Da piccolo quand j’ai marché all’oratorio mi mettevo in porta. C’était une chose qui avevo à l’intérieur. A giocare fuori ero scarsino, quindi era meglio che stessi in porta. Purtroppo ai ragazzi di oggi manca l’experienza dell’oratorio e della strada.

C’erano sportivi nella sua famiglia ?

Non, je suis le seul. Mon père et le mien n’étaient pas des falegnami. Ho a essayé de farlo anche io, ma non era nelle mie corde. J’ai toujours eu une grande passion pour le calcium. L’ho coltivata e ho vissuto un sogno.

Qu’est-ce qu’une ricorda dei suoi inizi ?

Ho cominciato nel settore giovanile del Lumezzane. A 16 anni ho fatto il secondo portiere in D. Poi mi sono ritrovato all’Atalanta in A. La Primavera di Cesare Prandelli has sfornato una quindicina di professionisti. Nous venons de gagner le Tournoi de Viareggio et le Scudetto, mais nous avons aussi remporté la finale de la Coppa Italia. Tanti sono arrivati ​​​​in A: Alessio Tacchinardi et Domenico Morfeo, Tomas Locatelli et Federico Pisani, Simone Pavan et William Viali, Paolo Foglio et Emanuele Tresoldi. Je suis allenavo avec la prima squadra de Marcello Lippi qui a remporté la Coupe UEFA. J’étais le troisième portier. Mon premier mois était stati duri.

Lei è andato sull’altalena tra un categoria e l’altra : quelle est la chose à servir par restare a galla ?

Carattere, non bisogna scoraggiarsi, si deve credere in se stessi. Bisogna ne fera que travailler et donner le maximum. Il campo dit la vérité. Bisogna capitare nella squadra au bon moment. Servez aussi la fortune.

Quel rapport c’è tra lei e la Toscana?

Sono stato per due anni a Prato ea Lucca. Ho giocato nel Pisa. Je suis marié de plein droit : le cousin avec une pratese, la seconda avec une lucchese mia attuale moglie. Andiamo su e giù tra Toscana e Lombardia.

Lei a joué en Serie A avec la Sampdoria : quel type était Vujadin Boskov ?

Un spettacolo ! Boskov è riuscito un environnement ricompattare un difficoltà. La squadra n’allait pas bien, mais leur arrivée a provoqué un peu d’engouement pour la squadra et pour le public. Boskov a riportato sorrisi. Trascinava, si faceva se sentent. Aveva un grande passato e veniva rispettato da tutti.

Com’erano gli allenamenti avec Sinisa Mihajlovic?

C’était un incube quand tirava. Nessuno calciava le mange. Le percentuale di palloni finiti in porta était impressionnant. Mi è rimasta impressionne la sua tripletta sua punizione dans le Latium-Sampdoria en 1998.

Nel ’98 quelle chose est andato storto nella Samp di Luciano Spalletti?

Spalletti arrivava dall’Empoli ed était alla prima esperienza important. È andata male per tanti motivi : c’erano stati tanti infortuni, Vincenzo Montella was rimasto fuori quasi per tutta la stagione, qualche giocatore was a fine Corse. Spalletti non si è adattato, forse non was soon per una piazza come la Samp.

Combien de manca il Chievo au calcium italien?

C’est une botte. C’était une realtà della Serie A avec une structure solide. Il fallimento è stato un fulmine a ciel sereno. Il Chievo aveva strutture importanti a livello giovanile. J’espère qu’il y a un risque de ripartire da zéro.

Gigi Delneri si faceva capire?

Quand le monsieur est intériorisé, ce n’était pas facile de le capturer. Nella realtà Delneri ci riusciva molto bene. Sul campo è estato uno degli allenatori più bravi che ho avuto. Identité dava. Nous étions très organisés.

L’année 2003 a-t-elle changé votre vie ?

Mon a donné une visibilité qu’on peut imaginer. À Chelsea ho vissuto un’experienza indimenticabile. En petit mesi sono passato dal Chievo alla Premier: è estato l’ennesimo triple balzo della mia carriera.

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